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Apulia
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L'mwbgApulia era una regione storico-geografica dell'mwbwItalia antica confinante a nord-ovest con il mwcaSannio, a sud-ovest con la mwcqLucania e a sud-est con l'allora mwcgCalabria (corrispondente alla gran parte della mwcwpenisola salentina), mentre a nord-est era bagnata dal mwdamare Adriatico.
La linea di costa era in gran parte rettilinea, tranne che all'estremo nord ove si ergeva il promontorio del mwdgGargano. Nel settore centrale la vasta pianura del mwdwTavoliere si apriva sul mweagolfo di Manfredonia, mentre all'estremo sud, oltre le mweqMurge, la regione si affacciava per un breve tratto sul mweggolfo di Taranto, il cui dominio marittimo spettava però alla colonia mwewmagnogreca di mwfamwfqTaras.
Contents
• Storia
• Lingua
• Note
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Storia
A differenza che nell'antica Iapigia (popolata da tre distinte tribù: i mwhwDauni, i mwiaPeuceti e i mwiqMessapi), nell'Apulia non esistevano differenziazioni di tipo tribale: la regione era infatti considerata unitaria e tutti i suoi abitanti erano denominati indistintamente mwigApuli, quantunque gli mwiwApuli propriamente detti fossero stanziati soltanto in una ristretta area a occidente del Gargano (ossia nella zona di mwjamwjqTeanum Apulum)cite-ref-2[2].
I suoi confini erano però meno estesi, poiché l'Apulia non comprendeva la piana di mwkwMetaponto, che verosimilmente aveva già fatto parte della Iapigiacite-ref-3[3] ma che era stata successivamente colonizzata e integrata nella mwmaMagna Grecia. Inoltre, a differenza anche dell'attuale Puglia, il territorio dell'Apulia non includeva la zona di Taranto (anch'essa aggregata alla Magna Grecia) né la penisola salentina, la quale ultima costituiva invece una regione a sé stante denominata mwmqCalabria (in quanto popolata dagli antichi mwmgCalabri), benché il settore meridionale del Salento fosse in realtà occupato da una tribù ancora diversa (quella dei mwnaSallentini), e d'altra parte alcuni gruppi di mwngCalabri erano stanziati anche nelle Murgecite-ref-4[4] . Più a ovest furono invece le popolazioni mwowosco-umbre ad appropriarsi progressivamente di svariate fette di territorio: i mwpaFrentani si impadronirono infatti dell'area di mwpqmwpgLarinum, i mwpwSanniti e gli mwqaHirpini si stanziarono nei mwqqmonti della Daunia giungendo a minaccare direttamente mwqgLucera, mentre i mwqwLucani invasero la zona del mwraVulture e una parte del mwrqMaterano entrando in conflitto perfino con la magnogreca mwrgTaras.
Ad ogni modo la stessa civiltà apula fu essenzialmente multiculturale, poiché l'antica etnia iapigia non poté fare a meno di intraprendere rapporti molto stretti sia con i mwsaGreci (che, a quell'epoca, dominavano il Mediterraneo centrale) sia con gli mwsqItalici che, invece, spadroneggiavano nell'entroterra. Nonostante ciò gli Apuli riuscirono a mantenere, seppur a fatica, una certa autonomia, ma dovettero appoggiarsi sempre più spesso a una potenza terza: i mwsgRomani.
La penetrazione romana in Apulia fu piuttosto lenta ma inesorabile. Nel 326 a.C. Arpi si alleò con i Romani contro i Sanniti. Nel 320 a.C. i Romani assediarono Lucera, in mani sannitiche, ove nel 314 a.C. fondarono una colonia latina, la prima nella regione. Durante le mwtaguerre puniche gli Apuli, così come gli altri popoli italici, si allearono con i Romani, ma passarono (a esclusione di Lucera) dalla parte dei Cartaginesi dopo la sconfitta nella mwtqbattaglia di Canne nel 216 a.C.cite-ref-5[5]; tuttavia le genti apule, dopo il decisivo mwugassedio di Arpi del 214 a.C., si schierarono definitivamente dalla parte dei Romani e, pur condividendone le motivazioni di fondo, non aderirono attivamente alla mwuwguerra sociale del 91-88 a.C. (ad eccezione di mwvaCanosa e della vicina mwvqVenosa)cite-ref-6[6].
Intorno al 7 d.C. in Apulia (quale parte integrante dell'mwwwItalia romana) fu istituita dall'imperatore mwxaAugusto la mwxqmwxgregio II Apulia et Calabria; tale suddivisione includeva, oltre all'Apulia propriamente detta, anche l'ex-colonia greca di mwxwTaras (ribattezzata mwyaTarentum), le antiche terre dei mwyqCalabri e dei mwygSallentini (ossia l'intero Salento), la città di mwywmwzaBeneventum (colonia romana fin dal 268 a.C.) nonché tutto il mwzqSannio irpino (ovvero quel settore dell'antico mwzgSannio occupato dalla tribù degli mwzwIrpini). A seguito delle riforme amministrative del III secolo d.C. la mwaaRegio II fu poi elevata a mwaqmwagprovincia (denominata semplicemente mwawmwbaApulia et Calabria) e il suo capoluogo fu fissato a Canosa; nel contempo, però, il suo territorio si restrinse leggermente poiché alcune città (mwbqmwbgAbellinum, mwbwmwcaCaudium, la stessa mwcqBeneventum) passarono alla mwcgprovincia di mwcwmwdaCampania, avente per capoluogo mwdqCapua.
Lingua
Per quanto attiene all'aspetto linguistico sussistono ancora alcune incertezze, poiché le iscrizioni attribuibili al popolo apulo in epoca pre-romana sono piuttosto scarse e frammentarie. Ad ogni modo è plausibile che gli Apuli, nonostante facessero uso di un proprio alfabetocite-ref-7[7] (essenzialmente di origine mwfagreca e di forma mwfqmessapica, ma opportunamente modificatocite-ref-8[8]), si servissero in prevalenza della mwgglingua osca analogamente alle vicine mwgwpopolazioni italichecite-ref-9[9]cite-ref-10[10], benché anche altri idiomi fossero regolarmente in uso. Così, mentre nelle mwjalegende delle antiche monete coniate a mwjqmwjgTeanum Apulum (di epoca antecedente al 300 a.C.cite-ref-11[11]) si leggono iscrizioni esclusivamente in lingua osca, sulle monete rinvenute a mwkwmwlaRubi e mwlqmwlgAzetium sono invece incise legende trilingui (in osco, greco e messapicocite-ref-12[12], idioma quest'ultimo di diretta derivazione iapigia). Lo stesso toponimo mwmwApulia, pur traendo origine dal nome indigeno mwna*Japudia (parallelo al termine greco Ἰαπυγία, poi latinizzato in mwnqIapygia), mostra il passaggio mwngD>L tipico delle parlate osco-sabelliche.cite-ref-13[13]
La progressiva colonizzazione romana del territorio apulo determinò comunque la graduale scomparsa dei diversi idiomi locali in favore del mwpalatino.
Note
cite-note-11. ↑ mwqwmwramwrqIapigi, su mwrgSapere, De Agostini.
cite-note-33. ↑ mwuq(mwugmwuwEN) mwvamwvqIapygia, su mwvgCambridge.
cite-note-66. ↑ mw2aMarcella Chelotti, mw2qEpigrafia e territorio, politica e società: temi di antichità romane, vol.mw2g 5, Edipuglia, 1983, p.mw2w 80.
cite-note-77. ↑ mw3w(mw4amw4qEN) Edward Herring, mw4gmw4wDaunians, Peucetians and Messapians? Societies and Settlements in South-East Italy (mw5amw5qPDF), su mw5gedisciplinas.usp.br, 2012, p.mw5w 274.
cite-note-88. ↑ La casuale scoperta (avvenuta presso mw6wBovino nel 2002) di un coppo iscritto risalente all'epoca pre-romana ha consentito di far luce sull'intero alfabeto apulo. Per i dettagli vedi mw7aSimona Marchesini, mw7qIl coppo iscritto di Bovino, Claudio Grenzi, 2004, mw7gISBNmw7w 88-8431-122-5.
cite-note-99. ↑ mw9aGiuseppe Micali, mw9qmw9gXVI – Iapigi, Dauni, Peucezi e Messapi, in mw9wStoria degli antichi popoli italiani, Milano, 1836.
cite-note-1010. ↑ mw-wAngelo Russi, mw-aTeanum Apulum, Roma, 1976, p.mw-q 185.
cite-note-1111. ↑ citereftreccani-teano-apulo-enciclopedia-italianamwaqemwaqiTeano Apulo, in mwaqmmwaqqEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-1212. ↑ mwaqgSalvemini Biagio, Massafra Angelo, mwaqkmwaqoStoria della Puglia. Dalle origini al Seicento, Laterza.
cite-note-1313. ↑ citereftreccani-popoli-e-culture-dell-italia-preromana-gli-iapigi-gli-apuli-e-i-dauni-il-mondo-dell-archeologiamwaq4mwaq8Popoli e culture dell'Italia preromana. Gli Iapigi, gli Apuli e i Dauni, in mwaraIl mondo dell'archeologia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002-2005.